L’esame del campo visivo computerizzato

L’esame del campo visivo computerizzato.

L’esame computerizzato del campo visivo, sia nell’ambito oculistico che in quello neurologico, rappresenta un’importante tipologia di esame diagnostico, volto a monitorare l’eventuale presenza di alterazioni significative nella sensibilità retinica o gravanti sul nervo ottico. Le sue implicazioni pratiche sono senz’altro molteplici, tra cui spiccano lo studio di particolari patologie del sistema nervoso, del nervo ottico e della retina oltre a ricoprire un’importanza fondamentale nella diagnosi del glaucoma.

In genere, questo specifico tipo di esame diagnostico che si svolge previo utilizzo di sistemi computerizzati e relativi stimoli luminosi, viene richiesto dallo specialista dopo aver riscontrato una alterazione o comunque dei valori non ottimali relativi alla pressione intraoculare. Tra le sue funzioni più frequenti, compaiono anche quelle relative al trattamento di patologie oncologiche, ischemiche, oltre a poter fornire al medico utili parametri per determinare l’effettiva sensibilità dell’occhio alla luce.

In cosa consiste l’esame del campo visivo computerizzato?

Di norma, per accedere a questo tipo di esame diagnostico tramite il servizio sanitario nazionale, è necessario munirsi dell’apposita impegnativa redatta e firmata dal medico di medicina generale. Nel caso invece si preferisca provvedere privatamente, la prescrizione medica non risulterà necessaria, quanto comunque sempre caldamente consigliata.

L’esame in sé non risulta né invasivo né invalidante, non comportando alcun tipo di dilatazione momentanea della pupilla. A differenza di altri esami diagnostici, non sarà necessario per il paziente né essere accompagnato né tantomeno osservare un digiuno preventivo. Sarà sufficiente munirsi della propria documentazione oculistica completa ed eventualmente portare con sé gli occhiali correttivi regolarmente prescritti per vicino.

L’esame consisterà nel far poggiare il capo al paziente su di un supporto posto di fronte ad una zona illuminata costituita da una cupola, facendo attenzione che il mento e la fronte siano ben posizionati nei rispettivi spazi di appoggio. Si procede dunque all’esame vero e proprio, cui si sottoporranno separatamente i due occhi. Viene quindi richiesto al paziente di fissare e mettere bene a fuoco quattro punti illuminati da una luce verde.

In seguito, verrà richiesto al paziente se riconosce o scorge la presenza di altri punti luminosi oltre ai quattro già fissati, provvedendo a premere un apposito pulsante ogni qualvolta ne ravveda la presenza. Perché l’esame sia completo ed esaustivo è necessario che lo sguardo del paziente sia sempre fisso su una luce posta all’interno della cupola, concentrandosi sul percepire altre luminosità senza distoglierne lo sguardo per tutta la durata dell’esame diagnostico.

Ogni quanto è consigliabile sottoporsi ad un esame computerizzato del campo visivo?

Come linea guida generale, ci si sente di consigliare di sottoporsi ad un esame computerizzato del campo visivo almeno una volta l’anno. Di norma, sarebbe sempre opportuno sottoporvisi fino a tre volte in un anno, con una maggiore frequenza qualora possa venir riscontrato un crescente rischio di progressione del danno. Come ogni medico prudente e professionale saprà consigliarvi, la prevenzione gioca sempre un ruolo fondamentale, ragion per cui è sempre buona norma mantenere sotto controllo il proprio stato di salute, per quanto ottimale possa apparirci.

Stando a quanto sancito dalla Società Europea per il Glaucoma (EGS) nelle sue linee guida, per poter determinare correttamente lo stato iniziale del campo visivo di un paziente si necessitano almeno due esami diagnostici di questo tipo, cui dovranno esserne associati altri tre nei due anni seguenti, per poter monitorare ad intervalli regolari eventuali alterazioni o tendenze al peggioramento.

Qualora si ritenga di trovarsi in presenza di un caso in cui un eventuale danno sembri progredire mano a mano, saranno ugualmente necessari dai due ai tre esami diagnostici del campo visivo per poter confermarne l’andamento peggiorativo. In caso venga accertata la presenza di una progressione del danno, gli esami computerizzati del campo visivo andranno eseguiti con maggiore frequenza, sino a tre volte l’anno, per tenere sotto controllo l’andamento del danno in progressione.

Altri casi in cui viene prescritto l’esame del campo visivo

L’esame del campo visivo computerizzato viene prescritto anche in caso di rilascio o rinnovo della patente di guida in tutti quei soggetti in cui non sia presente visione binoculare o nel caso in cui questa possa risultare deteriorata.

La tipologia di test svolto prevede che il paziente veda 100 punti, nel caso di visione monoculare, e 120 punti, nel caso di visione binoculare, proiettati all’interno della cupola durante lo svolgimento dell’esame.